Che cosa si intende per ETF sintetici?

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Gli ETF sintetici non detengono i titoli dell’indice da loro replicato e vi è una buona ragione...

Che cosa si intende per ETF sintetici? Vi aspettereste che uno strumento che replica un indice investa realmente nelle stesse posizioni dell’indice stesso. Questo è quello che fa un ETF fisico e perché esso è in grado di dare gli stessi risultati imitando il mercato.
 
Ma gli ETF sintetici non operano in questo modo perché spesso i mercati da loro replicati sono molto difficili da ricreare fisicamente ad un costo ragionevole. Per esempio, un mercato può essere composto da molti titoli piccoli e non liquidi che sono molto difficili da negoziare. Oppure la complessità della tassazione, i diversi fusi orari e le diverse giurisdizioni locali possono rendere molto difficile seguire veramente determinati paesi o replicare efficacemente gli indici globali.

Oppure nel caso delle materie prime, potrebbe essere non conveniente accettare la consegna di centinaia di mucche solo perché volevate replicare il settore degli allevamenti.
 
Al fine di superare questi problemi, l’ETF sintetico utilizza uno swap a rendimento totale piuttosto che la detenzione fisica al fine di ottenere il rendimento del suo indice.


Panoramica di mercato sugli ETF sintetici e gli ETF fisici

Classe di attività ETF fisici
Numero totale
ETF fisici
AUM in mln Euro
ETF sintetici
Numero totale
ETF sintetici
AUM in mln Euro
Azioni 464 212.953 318 56.169
Obbligazioni 182 96.121 88 14.255
Materie prime - 0 19 4.018
Immobiliare 13 5.825 5 446
Mercato monetario 5 2.896 10 1.857
Totale 664 317.794 440 76.745
Fonte: justETF.com; Al 07/12/16

Uno swap a rendimento totale è un contratto derivato rilasciato da una controparte come una banca mondiale o un dealer di titoli o altro grande ente finanziario.
 
Il contratto stabilisce che la controparte pagherà il rendimento dell’indice replicato dall’ETF compresi i dividendi. In cambio la controparte riceverà una commissione e il rendimento dell’investimento del collaterale dell’ETF.
 
Il collaterale viene utilizzato per mitigare la possibilità di perdite per gli investitori nel caso in cui la controparte non riesca a far fronte all’obbligo di pagamento. Questo scenario espone gli ETF sintetici al rischio di controparte e pertanto è importante che gli investitori sappiano quale sia e come minimizzarlo.
 
Il denaro investito nell’ETF garantisce un paniere di titoli che costituiscono il collaterale dell’ETF. Se la controparte è insolvente si potrà vendere il collaterale e quanto ottenuto verrà utilizzato per rendere i soldi all’investitore.
 
Sembra strano ma il collaterale è spesso detenuto in titoli che sono totalmente estranei al mercato seguito dall’ETF. Per esempio, un ETF sintetico FTSE All-Share può detenere alcuni dei suoi collaterali in obbligazioni o azioni giapponesi.
 
Ciò che conta è che gli ETF UCITS non possono esporsi per più del 10% del loro Net Asset Value (NAV) al rischio di controparte. Un qualsiasi ETF sintetico col termine ETF UCITS nel suo titolo è regolato da queste regole UE.
 
Molti promotori di ETF adottano anche criteri rigorosi per i loro prodotti e per la “copertura in eccesso”. In questo caso, essi assicurano l’ETF con un collaterale di valore superiore al 100% del suo NAV. 
 
Gli ETF fisici possono anche essere soggetti al rischio di controparte se prestano i loro titoli al fine di ottenere un rendimento ulteriore.

 

Come gli ETF sintetici replicano il loro indice

Come gli ETF sintetici replicano il loro indice
Fonte: justETF.com

Ciò nonostante, il rischio di controparte è di solito considerato essere maggiore per gli ETF sintetici. Ciò ha comportato una vasta attività di controllo da parte dei media e dei regolatori nel corso degli ultimi anni che ha portato i promotori degli ETF sintetici a porre in essere ulteriori step al fine di ridurre il rischio di controparte.
 
Gli sforzi comprendevano la ripartizione del rischio tramite l’utilizzo dei molteplici controparti piuttosto che di una sola, l’incremento della qualità del collaterale e la sua rivalutazione giornaliera al fine di assicurare che copra il NAV dell’ETF.
 
Nonostante la problematica relativa al rischio di controparte, gli ETF sintetici hanno due principali vantaggi rispetto alle versioni fisiche.

Primo, i sintetici forniscono un modo economico di accedere a determinate nicchie di mercato che altrimenti sarebbero inaccessibili alla maggior parte degli investitori.

Secondo, possono (anche se non sempre) sottostimare i loro rivali fisici in determinati mercati con più bassi Ongoing Charge Figures (OCFs) e tracking error in quanto evitano la complessità della negoziazione dei titoli dell’indice.
 
Potete distinguere se un ETF è sintetico o fisico utilizzando la ricerca. Ricercate il mercato e la classe di attività che volete replicare per poi cliccare nel riquadro panoramica sulla tendina della politica di distribuzione sulla destra.
 
Selezionate il Metodo di replica e vedrete se quell’ETF sintetico è quotato come swap. Tutte le altre tipologie sono ETF fisici.