Ecco i temi che tratteremo oggi:
Negli ultimi anni il settore della
consulenza finanziaria in Italia sta vivendo una fase di
trasformazione sempre più evidente.
Accanto ai modelli tradizionali, storicamente dominanti, sta infatti guadagnando spazio un nuovo segmento: quello della
consulenza indipendente. In particolare, crescono visibilità e rilevanza delle
Società di Consulenza Finanziaria (SCF), che si stanno progressivamente affermando come alternativa strutturata all’offerta bancaria.
Si tratta di un settore ancora giovane, ma che mostra segnali sempre più evidenti di crescita strutturale e progressiva maturazione.
Un settore recente, ma in rapida crescita
Le SCF sono una realtà relativamente recente: come evidenziato dall
’analisi di
Ascofind (Un’analisi del settore delle Società di Consulenza Finanziaria, gennaio 2026), hanno iniziato a operare nel 2019 con l’introduzione della sezione dedicata dell’Albo dei consulenti finanziari.
Nonostante questa breve storia, i numeri raccontano un’evoluzione importante. Secondo l’analisi Ascofind, nel 2025 il numero delle
SCF ha raggiunto le 103 unità, mentre i consulenti attivi sono saliti a 490, in crescita del 25 % rispetto all’anno precedente.
Evoluzione del numero di SCF e consulenti finanziari in Italia (2019-2025)
Fonte: Ascofind, Un’analisi del settore delle Società di Consulenza Finanziaria (SCF), gennaio 2026.
Anche sotto il profilo economico il settore mostra
dinamiche di
crescita: il
fatturato complessivo ha raggiunto i 65,7 milioni di euro nel 2024, con una crescita del 37 % su base annua.
Si tratta di valori ancora contenuti rispetto all’intero mercato della consulenza finanziaria in Italia, ma sufficienti a evidenziare una
traiettoria di sviluppo chiara.
Come sottolinea
Massimo Scolari, presidente di Ascofind, la crescita osservata negli ultimi anni è il risultato di una combinazione di fattori: “da un lato, una sempre maggiore considerazione da parte degli investitori del valore della consulenza indipendente; dall’altro, un’offerta caratterizzata da elevati standard qualitativi, garantiti anche dal processo autorizzativo e di vigilanza dell’OCF”.
Scolari evidenzia inoltre come il settore benefici di
elementi strutturali favorevoli: “parliamo di un comparto giovane, con ampi margini di crescita, che negli ultimi anni ha anche beneficiato della buona performance dei mercati finanziari, elemento che ha sostenuto l’intera industria degli investimenti”.
Non mancano tuttavia alcuni
ostacoli allo sviluppo. Come osserva ancora Scolari, “uno dei principali limiti è rappresentato dal fatto che le SCF non possono svolgere il servizio di ricezione e trasmissione degli ordini”, un vincolo che rende il processo operativo più complesso per il cliente.
A questo si aggiunge un
tema fiscale: “l’applicazione dell’IVA sui servizi di consulenza indipendente rappresenta di fatto una penalizzazione rispetto ad altri modelli”.
Infine, secondo il presidente di Ascofind, permane “un
tema di educazione finanziaria, perché la consulenza indipendente è ancora oggi maggiormente apprezzata da una clientela più evoluta”.
Un mercato ancora concentrato (e con margini di espansione)
Se la crescita è evidente, la struttura del settore appare ancora
fortemente concentrata.
Sempre secondo l’analisi Ascofind, circa
il 76 % delle SCF è localizzato nel Nord Italia, con una presenza particolarmente rilevante in Lombardia. Questa concentrazione si riflette anche sul piano economico: il 91 % del fatturato complessivo è generato nelle regioni settentrionali.
A livello competitivo, emerge un ulteriore dato significativo: le prime
10 SCF realizzano il 56 % del fatturato totale del settore. Nel complesso, si tratta di un mercato ancora in fase di consolidamento, in cui pochi operatori hanno già raggiunto una dimensione rilevante, mentre molti altri si trovano in una fase di sviluppo.
Guardando ai prossimi anni, le
prospettive per la consulenza indipendente appaiono
positive. Secondo Scolari, “dopo una prima fase di assestamento, le SCF più mature e solide hanno raggiunto livelli di attività significativi e rappresentano una base importante per l’ulteriore sviluppo del settore”.
In prospettiva, aggiunge, sarà fondamentale favorire
un’evoluzione del
modello operativo: “estendere il perimetro di attività anche alla ricezione e trasmissione degli ordini costituirebbe un ulteriore volano per la crescita della consulenza indipendente in Italia”.
Anche il contesto regolamentare europeo potrebbe giocare un
ruolo rilevante. “Interventi come la
Retail Investment Strategy, con il focus sul value for money, possono favorire il nostro settore, contribuendo a ridurre la presenza di prodotti inefficienti e valorizzando un approccio realmente orientato al cliente”, osserva Scolari.
Un aspetto centrale riguarda anche il
modello di remunerazione della consulenza indipendente. Nel panorama attuale convivono due approcci distinti. Da un lato, il modello
fee-only adottato dalle SCF, basato su un compenso diretto e trasparente pagato dal cliente. Dall’altro, il modello delle reti tradizionali, fondato prevalentemente sulle retrocessioni delle commissioni legate ai prodotti collocati.
Come sottolinea Scolari, “le due tipologie di consulenza non sono pienamente comparabili, anche perché adottano schemi di remunerazione profondamente diversi”. Tuttavia, il modello fee-only si inserisce in un trend più ampio di mercato orientato alla
trasparenza e
all’allineamento degli
interessi.
Secondo il presidente di
Ascofind, questo approccio è destinato a rafforzarsi nel tempo, anche grazie alla crescente consapevolezza degli investitori.
Cosa significa per gli investitori?
Al di là dei numeri, il tema centrale riguarda il ruolo dell’investitore. La crescita della
consulenza indipendente viene spesso interpretata come un segnale positivo: maggiore trasparenza, minori conflitti di interesse e un approccio più orientato al cliente.
In questo contesto, emerge un elemento chiave: la
consapevolezza finanziaria dell’investitore.
Indipendentemente dal canale scelto,
consulenza tradizionale, indipendente o gestione autonoma, diventa sempre più importante:
- comprendere gli strumenti in cui si investe
- valutare con attenzione i costi complessivi, che devono essere chiari e comprensibili
- conoscere il proprio profilo di rischio
- mantenere una visione di lungo periodo
Informarsi per decidere meglio
È proprio qui che entra in gioco il ruolo
dell’informazione. In un ecosistema finanziario sempre più articolato, la disponibilità di strumenti e contenuti accessibili è fondamentale per orientarsi e prendere decisioni più consapevoli.
L’obiettivo non è sostituire la consulenza, ma, quando necessaria, affiancarla con una maggiore base informativa.
È in questa direzione che si inserisce anche il
nostro lavoro: contribuire a rendere più trasparenti gli strumenti di investimento, facilitare il confronto e aiutare gli investitori a costruire una conoscenza solida prima di prendere decisioni.
Conclusione
La consulenza finanziaria indipendente in Italia rappresenta un
settore giovane, ma in crescita e sempre più rilevante.
Secondo i dati Ascofind, emerge una dinamica di rapida crescita, accompagnata però da un mercato ancora in fase di costruzione.
Per gli investitori, questo significa avere più opportunità, ma anche
maggiori responsabilità. E, come spesso accade nei contesti in evoluzione, la differenza la fa la capacità di informarsi e comprendere davvero le proprie scelte.