ETF tematici a rischio chiusura: la nostra analisi su 283 ETF lanciati dal 2016 mostra quanti sopravvivono, quali temi reggono e come riconoscere i fondi fragili.
Livello: Per tutti
Durata della lettura: 6 minuti
Gli ETF tematici hanno un fascino che gli indici ampi non avranno mai. Ti permettono di investire su una tendenza precisa in cui credi, che sia l'intelligenza artificiale, i semiconduttori, l'idrogeno o la difesa, e di farlo con un solo strumento quotato, diversificato su decine di titoli e a costi lontanissimi da quelli di un fondo attivo. Il ragionamento che ci sta dietro funziona, perché non sai quale azienda sarà leader di un determinato settore tra dieci anni, e allora invece di sceglierne una compri l'intero settore e ti tieni dentro anche quella che vincerà. Non sorprende che siano diventati una delle categorie più usate tra gli investitori europei.
Quando li si valuta, però, ci si concentra quasi sempre sulla stessa cosa, cioè se il tema sia quello giusto. Il problema è che non tutti i temi prendono piede davvero, e che in molti casi l'ETF nasce per cavalcare una tendenza che è già partita da un pezzo. Molto più raramente, poi, ci si chiede una cosa altrettanto importante, e cioè se il prodotto che replica quel tema sarà ancora sul mercato tra qualche anno.
Abbiamo provato a rispondere proprio a questa domanda, prendendo tutti i 283 ETF tematici UCITS lanciati in Europa dal 2016 in avanti e guardando che fine hanno fatto. La risposta breve è che la grande maggioranza è ancora sul mercato, ma circa uno su quattro non arriva a sette anni di vita. La parte interessante, e anche la più utile, è che i fondi usciti di scena hanno quasi tutti lo stesso identikit, il che rende il rischio riconoscibile prima di comprare.
Dei 283 ETF tematici lanciati dal 2016, 239 sono ancora sul mercato oggi, 31 sono stati liquidati e 13 fusi in altri prodotti. La stragrande maggioranza, quindi, è ancora lì dove l'avevi comprata.
Contarli così, però, dice poco, perché non ha senso mettere sullo stesso piano un fondo del 2017, che ha avuto nove anni per chiudere, e uno del 2025, che ne ha avuto uno solo. Il modo corretto è misurare quanti sopravvivono alla stessa età, e da lì viene fuori che dopo tre anni e mezzo è ancora quotato l'82 % dei fondi tematici, dopo cinque anni il 79 % e dopo sette anni il 74 %.
Quota di ETF tematici ancora quotati, per età del fondo
Età del fondo
Sopravvive (tutte le uscite)
Sopravvive (solo liquidazioni)
3 anni
88,3 %
92,5 %
3 anni e mezzo
81,7 %
86,7 %
5 anni
79,0 %
83,8 %
7 anni
74,3 %
81,7 %
Fonte: ricerca justETF; al 30.06.2026. Universo di 283 ETF tematici UCITS lanciati dal 1° gennaio 2016.
Nella tabella trovi due colonne perché uscire dal mercato non vuol dire sempre la stessa cosa. Quando un fondo viene liquidato il prodotto cessa di esistere e la posizione dell'investitore viene rimborsata d'ufficio. Quando invece viene fuso in un altro ETF le quote passano semplicemente al fondo ricevente e l'investimento prosegue, e nella maggior parte dei casi si tratta di un riordino di gamma dell'emittente. Se guardiamo solo alle liquidazioni la sopravvivenza a sette anni sale all'82 %, quindi l'evento che tocca davvero il portafoglio riguarda poco meno di un fondo su cinque.
Di questi 283 ETF, 226 sono stati quotati almeno per un periodo su Borsa Italiana, e 34 dei 44 fondi usciti dal mercato erano effettivamente acquistabili sull'ETFplus.
Il momento critico è tra il secondo e il quarto anno
Le chiusure non sono spalmate in modo uniforme lungo la vita di un fondo, ma si concentrano in una finestra abbastanza precisa che va dal secondo al quarto anno. È lì che l'emittente tira le somme, guarda quanto ha raccolto il prodotto e decide se ha una traiettoria oppure no. Chi supera quella soglia, di solito, resta sul mercato a lungo, ed è il caso della maggior parte dei tematici lanciati nella seconda metà degli anni Dieci.
Lo stesso fenomeno si vede guardando le annate di lancio, dove una generazione spicca su tutte. Sui 65 ETF tematici nati nel 2022, 17 sono già stati liquidati e 2 fusi, e solo il 71 % è ancora vivo. Sono la coda dell'ondata di lanci partita nel biennio dell'euforia tecnologica, arrivata sul mercato proprio mentre i temi growth crollavano, e molti di quei prodotti non hanno mai avuto il tempo di raccogliere masse.
ETF tematici per anno di lancio: quanti sono ancora attivi
Anno
Lanciati
Attivi
Liquidati
Fusi
Attivi in %
2016
5
5
0
0
100 %
2017
6
6
0
0
100 %
2018
14
9
0
5
64 %
2019
14
12
1
1
86 %
2020
26
22
3
1
85 %
2021
45
37
5
3
82 %
2022
65
46
17
2
71 %
2023
27
21
5
1
78 %
2024
24
24
0
0
100 %
2025
32
32
0
0
100 %
2026
25
25
0
0
100 %
Fonte: ricerca justETF; al 30.06.2026.
La tabella va letta con due accortezze. Il 2018 a prima vista sembra un'annata difficile con il suo 64 %, ma tutte e cinque le uscite sono fusioni e nessun investitore si è visto rimborsare la posizione. All'estremo opposto, il 100 % delle annate dal 2024 in poi non racconta nulla sulla qualità di quei prodotti, dice solo che sono ancora troppo giovani per essere arrivati al momento critico.
Le mode chiudono, i temi strutturali reggono
Le chiusure non sono distribuite a caso tra i vari temi, e qui l'analisi diventa più interessante.
Qualche tema è sparito completamente, senza lasciare un solo fondo sopravvissuto. È il caso della cannabis, dove nessuno dei due ETF lanciati nel 2020 è arrivato al quarto anno, uno liquidato e uno incorporato in un altro prodotto, e di alcune micro-nicchie nate con un unico ETF come gambling, animali domestici, istruzione e fotonica.
I temi con la percentuale di chiusure più alta formano un elenco che si commenta da solo. Il cloud ha visto chiudere il 57 % dei fondi, il metaverso il 50 %, l'e-commerce il 36 %, la clean energy il 33 % e la mobilità elettrica il 31 %. Sono tutti temi arrivati sul mercato nel loro momento di massima celebrità mediatica, il metaverso nel 2022, cloud ed e-commerce nel pieno del rally pandemico, auto elettrica e rinnovabili sull'onda del 2020–21.
All'estremo opposto ci sono i temi che finora non hanno registrato chiusure o quasi, come difesa (24 fondi, nessuna chiusura), intelligenza artificiale (22 fondi, nessuna chiusura), semiconduttori, uranio, cybersecurity e idrogeno, mentre blockchain si ferma all'8 % e innovazione al 16 %. Sono anche i temi che raccolgono di più, ed è su questi che si concentra oggi la parte più solida dell'offerta tematica europea.
Su questi ultimi però serve fare una precisazione importante, perché difesa e intelligenza artificiale sono anche i temi più recenti e la loro mortalità nulla è in buona parte una questione di età. Non hanno ancora attraversato quella finestra tra il secondo e il quarto anno in cui i fondi tematici si giocano la sopravvivenza, e la vera prova la daranno nei prossimi tre o quattro anni. Sono anche, oggi, i prodotti con le masse più grandi del mercato, il che aiuta parecchio, ma nessuno può escludere che l'AI o la difesa di oggi diventino il cloud di domani.
Perché un ETF tematico chiude: la dimensione del fondo
Il dato più rivelatore di tutta l'analisi riguarda la dimensione dei fondi nel momento in cui sono spariti, ed è anche quello che rende il rischio molto più gestibile di quanto sembri.
I fondi liquidati erano tutti molto piccoli. Il patrimonio mediano dei 30 ETF liquidati, all'ultima rilevazione prima della chiusura, era di appena 2,4 milioni di euro, tutti stavano sotto i 50 milioni e nessuno superava i 20. Non sono spariti perché il tema si è rivelato sbagliato, ma perché non hanno mai raccolto abbastanza. Un ETF che non raggiunge una dimensione minima non ripaga i costi di gestione, quotazione e market making, e a quel punto l'emittente lo chiude a prescindere da quanto sia promettente l'idea sottostante. È un meccanismo silenzioso e per niente emotivo, in cui nessuno boccia il tema e semplicemente il prodotto non sta in piedi dal punto di vista economico.
I fondi fusi sono invece parecchio più grandi, con una mediana di 12 milioni e casi fino a 286 milioni, il che conferma quello che dicevamo prima sulla fusione come operazione di razionalizzazione della gamma.
Dai numeri emerge quindi una soglia abbastanza netta, perché sotto i 50 milioni di euro un ETF tematico si trova statisticamente nella fascia più esposta, mentre più sale il patrimonio più il rischio di chiusura si assottiglia. È una buona notizia, perché vuol dire che quasi tutte le chiusure che abbiamo contato riguardano prodotti che, guardando il patrimonio prima di comprare, si potevano riconoscere in anticipo.
Suggerimento justETF: il patrimonio gestito di ogni ETF, insieme a età del fondo, TER e replica, lo trovi nella scheda prodotto di qualsiasi ETF su justETF. È il primo check da fare su un ETF tematico, prima ancora di guardare l'indice.
Domande frequenti sugli ETF tematici
Quanti ETF tematici vengono chiusi?
Sui 283 ETF tematici UCITS lanciati in Europa dal 2016, il 74,3 % risulta ancora quotato a sette anni di età: circa uno su quattro esce quindi dal mercato entro sette anni, mentre tre su quattro restano. Considerando solo le liquidazioni, quindi escludendo le fusioni con altri fondi, la quota di sopravvissuti a sette anni sale all'81,7 %.
Cosa succede se il mio ETF viene liquidato?
In caso di liquidazione il fondo viene sciolto, il patrimonio venduto e il controvalore accreditato sul tuo conto titoli. Non si perde il capitale, ma la posizione si chiude d'ufficio, con l'eventuale plusvalenza o minusvalenza che si realizza in quel momento e non quando avresti scelto tu. Nel caso di una fusione, invece, le quote vengono convertite in quote del fondo ricevente e l'investimento prosegue.
Qual è il patrimonio minimo di un ETF per non rischiare la chiusura?
Dai dati emerge che gli ETF tematici liquidati avevano un patrimonio mediano di 2,4 milioni di euro e nessuno superava i 20 milioni. Sotto i 50 milioni di euro un ETF tematico si trova statisticamente nella fascia più esposta, mentre sopra i 100 milioni le chiusure diventano molto rare. Il dato va però sempre letto insieme all'età del fondo.
Quali temi hanno registrato più chiusure?
Le percentuali più alte di fondi chiusi riguardano cloud (57 %), metaverso (50 %), e-commerce (36 %), clean energy (33 %) e mobilità elettrica (31 %). La cannabis è sparita del tutto. Difesa, intelligenza artificiale, semiconduttori, uranio e cybersecurity non hanno finora registrato chiusure, ma sono anche i temi più giovani.
Conviene investire in ETF tematici?
Un ETF tematico è un modo semplice ed efficiente per esporsi a una tendenza in cui si crede senza dover scegliere le singole azioni, e per questo può avere senso come componente satellite di un portafoglio, con un peso contenuto accanto a un nucleo di indici ampi e globali. Conviene sceglierlo guardando anche il patrimonio gestito e l'età del fondo, oltre al tema. La scelta e il peso da assegnargli dipendono dal proprio orizzonte temporale e dal proprio profilo di rischio.
Le nostre conclusioni
Gli ETF tematici restano uno degli strumenti più efficaci per esporsi a una tendenza in cui si crede, e lo fanno con la stessa logica che rende gli ETF interessanti in generale, ossia comprare un intero pezzo di mercato invece di scommettere sulla singola azienda. I numeri di questa analisi non dicono di evitarli, dicono che vanno scelti con qualche accortezza in più rispetto a un indice globale.
La prima riguarda il momento in cui si compra. Chi prende un ETF tematico lo fa quasi sempre perché la storia è convincente e perché i rendimenti passati, quelli che hanno reso il tema famoso, sono spettacolari. Il punto è che quei rendimenti in alcuni casi se li è già presi qualcun altro, dato che il prodotto arriva sul mercato quando il tema è già sulla bocca di tutti, e cioè spesso nel momento di valutazioni più alte.
La seconda riguarda il prodotto in sé. Tre ETF tematici su quattro superano i sette anni, quindi la chiusura non è la norma, ma quando capita non è un evento neutro, perché la posizione viene liquidata d'ufficio e la plusvalenza o la minusvalenza si cristallizza in un momento che non hai scelto tu. Il piano di lungo periodo che avevi in mente si interrompe per decisione di qualcun altro.
Da qui arriva la parte più utile dell'analisi, che è anche la più sottovalutata. La dimensione del fondo è un indicatore di rischio che puoi controllare prima di comprare, quindi prima ancora di guardare il TER o la composizione dell'indice vale la pena guardare il patrimonio. È il motivo per cui il rischio di chiusura, pur essendo reale, resta ampiamente gestibile.
Con una precisazione importante, senza la quale il patrimonio rischia di diventare un numero fuorviante, e cioè che va sempre letto insieme all'età del fondo. Venti milioni di euro raccolti in sei mesi di vita sono un avvio del tutto normale, in certi casi persino promettente. Gli stessi venti milioni dopo quattro anni vogliono dire un'altra cosa, e cioè che il prodotto ha avuto tutto il tempo di convincere il mercato e non ci è riuscito. Non a caso l'età mediana alla liquidazione è di due anni e mezzo. La domanda giusta davanti a un ETF tematico, quindi, non è tanto quanto sia grande, ma quanto sia grande rispetto al tempo che ha avuto per crescere.
La lettura che ne facciamo, quindi, è che gli ETF tematici possano funzionare bene per quello che sono, cioè una parte satellite del portafoglio, scelta con convinzione sul tema e con un occhio ai numeri del prodotto. Una quota calibrata sui propri obiettivi, con una preferenza per i fondi che hanno già raggiunto una dimensione sufficiente a restare sul mercato a lungo. Il nucleo del portafoglio si costruisce invece con indici ampi e globali, che hanno una qualità decisiva, perché non hanno bisogno che una tendenza si avveri per continuare a esistere. I due pezzi non sono in competizione, lavorano bene insieme, e come sempre quale peso dare a cosa dipende dal tuo orizzonte temporale e dal tuo profilo di rischio.
Suggerimento justETF: con il portfolio tool di justETF puoi vedere quanto pesa davvero la componente tematica nel tuo portafoglio e quali sovrapposizioni crea con l'indice globale che magari hai già in pancia.
Avvertenza: i rendimenti passati non costituiscono garanzia di risultati futuri. L'analisi copre 283 ETF tematici UCITS lanciati dal 1° gennaio 2016, contati per fondo e non per singola classe di quote, con dati al 30.06.2026. Sono esclusi i prodotti multi-asset, gli indici ampi con filtro ESG e le strategie in opzioni. I dati di patrimonio si riferiscono all'ultima rilevazione disponibile prima della chiusura per i fondi usciti dal mercato. L'analisi non include i rendimenti dei fondi.
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