A casa tua si dice «crema alle nocciole» o semplicemente «Nutella»? In molti ambiti della vita quotidiana è il nome del marchio a dettare legge. Quello che al supermercato è lo «Scottex», nel mondo degli ETF si chiama MSCI World. Quando si parla di un ETF sui Paesi sviluppati ampiamente diversificato, in pochi pensano al FTSE Developed o ad altri indici.
L'MSCI World è familiare anche a chi muove i primi passi negli investimenti. Da un lato gli altri fornitori di indici sono meno conosciuti, dall'altro sui Paesi sviluppati esistono pochissimi ETF che replicano indici alternativi. Cercando ETF azionari globali sui Paesi sviluppati (senza orientamento settoriale o fattoriale), accanto a 21 ETF sul MSCI World compaiono appena tre ETF sull'indice FTSE Developed e uno sull'indice Solactive GBS Developed Markets Large & Mid Cap.
Sui Paesiemergenti la situazione è simile: 20 ETF sul MSCI Emerging Markets e solo 3 ETF sull'equivalente di FTSE Russell. Solo a livello di regioni o di singoli Paesi entrano in gioco altri fornitori di indici come STOXX, S&P o, appunto, FTSE Russell.
Il quadro è altrettanto variegato sulle soluzioniall-in-one, che coprono sia i Paesi sviluppati sia quelli emergenti: qui FTSE è quasi alla pari con MSCI. Sul FTSE All-World si contano oggi 5 ETF, 6 sul MSCI ACWI. Lo stesso vale per gli indici che includono anche le small cap (MSCI ACWI IMI e FTSE Global All Cap): in entrambi i casi gli investitori possono scegliere tra una manciata di ETF. Il Solactive GBS Global Markets Large & Mid Cap, che copre le società grandi e medie di Paesi sviluppati ed emergenti, è attualmente replicato da due ETF.
Nel complesso, però, sugli indici che coprono solo i Paesiemergenti o solo quelli sviluppati sembra quasi non esistere un'alternativa al MSCI. Eppure FTSE e MSCI sono molto simili tra loro. A prima vista, tra gli indici dei due fornitori non si notano differenze: entrambi i marchi offrono indici ampiamente diversificati e ponderati per capitalizzazione di mercato su Paesi sviluppati o emergenti. Le differenze tra le metodologie sottostanti sono minime, ma vale la pena dare un'occhiata dietro le quinte.
MSCI vs. FTSE: le differenze
La differenzaprincipale tra i due fornitori riguarda la classificazione dei singoli Paesi come sviluppati o emergenti. La Corea del Sud, per esempio, per FTSE è un Paese sviluppato, mentre per MSCI resta un Paese emergente. Per entrambi i fornitori è questa classificazione a stabilire quali Paesi entrano nell'indice dei mercati sviluppati e quali in quello dei mercati emergenti.
La situazione della Polonia è analoga: per FTSE il Paese è considerato sviluppato dal 2018 ed è presente nei relativi indici. Per MSCI, invece, il primo della classe dell'Europa centro-orientale continua a rientrare tra i mercati emergenti.
Un'altradifferenza ha riguardato il trattamento delle classi di azioni cinesi: da giugno 2018 MSCI include nell'indice Emerging Markets, oltre alle azioni H e B, anche le azioni A, per molto tempo accessibili solo agli investitori cinesi. L'inclusione avviene al 20 % della capitalizzazione di mercato e si limita ai titoli acquistabili dagli investitori esteri.
A partire da giugno 2019, anche FTSE ha iniziato a includere le 'azioni A' cinesi nel suo indice sui mercati emergenti. Tuttavia, per calcolarne il peso all'interno dell'indice, non considera l'intero valore di queste società, ma applica una quota di inclusione parziale che nel tempo è stata gradualmente alzata fino ad arrivare all'attuale 25%.
Tutte queste differenze si riflettono nella composizione degli indici. Mentre i pesi degli indici sui Paesi sviluppati sono molto vicini tra loro, sui mercati emergenti le divergenze sono già più marcate. Uno dei motivi è proprio il diverso trattamento della Corea del Sud: nell'indice MSCI Emerging Markets il Paese rappresenta, con circa il 21 %, la seconda quota più grande dell'indice.
Anche sull'inclusione e sulla classificazione di Paesi come Grecia e Vietnamemergonodivergenze tra i due fornitori: FTSE inserisce il Vietnam nel proprio indice sui mercati emergenti il 21 settembre 2026 e promuove la Grecia nella categoria dei Paesi sviluppati, mentre MSCI farà scattare la promozione della Grecia solo a maggio 2027 e continua a classificare il Vietnam tra i frontier market fino a nuovo avviso.
Come cambiano i pesi dei primi 5 Paesi tra i due fornitori?
Nell'impostazione di entrambi i fornitori gli indici sui Paesisviluppati ed emergenti contengono in linea di principio solo large cap e mid cap. Nessuno dei due include le small cap. L'MSCI World IMI, tuttavia, da aprile 2026 è a sua volta replicato da un ETF.
Sugli indici di FTSE e MSCI c'è però una differenza da tenerepresente: i due fornitori definiscono le «smallcap» in mododiverso. Gli indici globali di FTSE coprono circa il 90 % della capitalizzazione di mercato: le small cap sono quindi quelle che rientrano nell'8-9 % più piccolo dell'universo azionario. Gli indici globali di MSCI, invece, coprono «solo» l'85 % della capitalizzazione di mercato e nella categoria delle small cap ricade il 14 % più piccolo dei titoli. Si spiega così perché gli indici di FTSE contengono di norma più società.
Chi fa i conti nota che, sommando le due quote, entrambi i fornitori arrivano solo attorno al 99 %. Il motivo è che l'ultimo punto percentuale della capitalizzazione di mercato viene classificato come microcap: società talmente piccole e illiquide da non essere replicate da alcun ETF.
Panoramica degli indici azionari di MSCI, FTSE e Solactive
Indice
Paesi sviluppati
Paesi emergenti
Large & mid cap
Small cap
FTSE Developed
MSCI World
Solactive GBS Developed Markets Large & Mid Cap
MSCI World IMI
FTSE All-World
FTSE Global All-Cap
MSCI ACWI
MSCI ACWI IMI
Solactive GBS Global Markets Large & Mid Cap
FTSE Emerging
MSCI Emerging Markets
MSCI Emerging Markets IMI
Fonti: FTSE, MSCI, Solactive; aggiornato al 31.08.2026
La tabella qui sopra mette in evidenza le differenze dei principali indici azionari mondiali di MSCI, FTSE Russell e Solactive in termini di focus geografico e di dimensioni aziendali coperte. Mentre gli indici standard come l'MSCI World o il FTSE All-World contengono soprattutto società grandi e medie (large & mid cap), le varianti con le sigle IMI o All-Cap includono anche i titoli più piccoli (small cap). Cambia inoltre la copertura geografica: gli indici «World» o «Developed» sono barometri dei soli Paesi sviluppati, mentre gli indici di mercato complessivo come l'MSCI ACWI o il FTSE All-World combinano Paesi sviluppati ed emergenti in un unico prodotto. La matrice aiuta a leggere l'esatta copertura di ciascun indice e a evitare sovrapposizioni o vuoti involontari quando in portafoglio si combinano prodotti di fornitori diversi.
Quante azioni contengono gli indici di MSCI e FTSE
Come spiegato in precedenza nell'articolo, MSCI copre i colossi mondiali fino ad arrivare all'85 % del valore totale del mercato azionario, mentre FTSE si spinge un po' più in basso, fino a coprire il 90 %.
Poiché le aziende più piccolehanno un valore di mercato (capitalizzazione) infinitamente inferiore rispetto a colossi come Apple o Microsoft, per riuscire a coprire quell'ulteriore 5 % di valore totale FTSE è costretta a inserire un numero enorme di aziende di fascia medio-piccola.
Ecco perché la differenza numerica è così netta. Il FTSE All-World contiene 4.264 società, superando di oltre 1.800 titoli il rivale MSCI ACWI (che si ferma a 2.458).
È interessante notare, inoltre, che sia nel MSCI ACWI IMI sia nel FTSE Global All Cap circa il 50-60 % delle società è costituito da small cap.
MSCI vs. FTSE: il confronto dei rendimenti
Nonostante tutte queste differenze, il rendimento di MSCI World e FTSE Developed è di fatto quasi identico. A confronto, l'andamento degli ETF sui due indici si discosta pochissimo. È improbabile che la situazione cambi in futuro.
Confronto dei rendimenti: MSCI vs. FTSE – Paesi sviluppati (14.09.2023 – 14.09.2026)
Molto piùmarcate sono invece le differenze nell'andamento degli indici sui mercatiemergenti. Su un orizzonte di tre anni il diverso peso dei singoli Paesi si fa sentire e porta l'MSCI Emerging Markets a un rendimento superiore di circa 20 punti percentuali.
Confronto dei rendimenti: MSCI vs. FTSE – Paesi emergenti (14.09.2023 – 14.09.2026)
Conclusioni: MSCI o FTSE? Quale indice scegliere
I costicorrenti sono scesi in modo continuo negli ultimi anni e oggi, sugli ETF globali ad ampia diversificazione, incidono poco sulla scelta. A prescindere dal fornitore dell'indice, MSCI o FTSE Russell, i costi totali annui (TER) si collocano ormai su livellibassissimi e quasi allineati. Gli indici sui Paesi sviluppati (MSCI World da 0,05 %, FTSE Developed da 0,09 %) sono accessibili a costi contenuti tanto quanto gli ETF sui Paesi emergenti (MSCI EM da 0,09 %, FTSE Emerging da 0,11 %). Anche sulle soluzioni all-in-one che coprono tutto il mondo le commissioni si muovono nell'ordine dei decimali (MSCI ACWI da 0,06 %, FTSE All-World da 0,07 %, FTSE Global All Cap da 0,07 % e MSCI ACWI IMI da 0,17 %). Dal punto di vista dei costi, quindi, la scelta del singolo fornitore di indici è oggi quasi irrilevante.
Attenzione, invece, a mescolare i duefornitori nel tuo portafoglio: combinando per esempio un ETF sul MSCI World con un ETF sul FTSE Emerging, resteresti senza Corea del Sud e Polonia. Vale ovviamente anche il contrario: se unisci l'indice FTSE Developed al MSCI Emerging Markets, ti ritrovi questi due Paesi due volte in portafoglio. Per evitarlo, quando possibile conviene scegliere uno solo dei due fornitori.
MSCI World e FTSE Developed a confronto nel dettaglio
Voce
MSCI World
FTSE Developed
Numero di titoli
1.280
1.974
Numero di Paesi
23
25
Copertura
85 % del mercato azionario investibile a livello mondiale
90 % del mercato azionario investibile a livello mondiale
USA (72,14 %)
Giappone (5,78 %)
Regno Unito (3,53 %)
Canada (3,46 %)
Francia (2,36 %)
USA (68,62 %)
Giappone (6,65 %)
Regno Unito (3,56 %)
Canada (3,34 %)
Francia (2,22 %)
5 settori principali
Tecnologia dell'informazione (29,81 %)
Finanza (16,58 %)
Industria (11,13 %)
Sanità (9,27 %)
Beni di consumo discrezionali (8,82 %)
Tecnologia (33,98 %)
Beni e servizi industriali (11,62 %)
Sanità (8,49 %)
Banche (7,59 %)
Commercio al dettaglio (5,10 %)
5 società principali
NVIDIA (5,56 %)
Apple (5,07 %)
Microsoft (3,90 %)
Alphabet, classi A e C (3,84 %)
Amazon (2,74 %)
NVIDIA (5,33 %)
Apple (4,74 %)
Microsoft (3,90 %)
Alphabet, classi A e C (3,70 %)
Amazon (2,61 %)
Fonti: MSCI, FTSE Russell; aggiornato al 31.08.2026
FAQ su MSCI e FTSE
Meglio l'MSCI ACWI o il FTSE All-World?
Mentre l'MSCI All Country World Index (in breve MSCI ACWI) copre circa l'85 % della capitalizzazione di mercato mondiale, il FTSE All-World arriva a circa il 90 %. Entrambi gli indici investono sia in azioni dei Paesi sviluppati sia in azioni dei Paesi emergenti, puntando su large cap e mid cap.
Entrambi gli indici sono ottimi e rappresentano una soluzione «all-in-one» perfetta per chi vuole un solo ETF in portafoglio o sta iniziando ora a investire in ETF.
Quale ETF è migliore del MSCI World?
Un «migliore» o «peggiore» in senso stretto non esiste. Va però tenuto presente che l'MSCI World non è un indice mondiale a tutti gli effetti: al MSCI World mancano i Paesi emergenti come Cina, India e simili.
Chi vuole davvero investire a livello globale dovrebbe quindi affiancare un indice sui Paesi emergenti oppure puntare su un indice mondiale realmente diversificato come l'MSCI ACWI o il FTSE All-World. In questi ultimi due sono compresi sia i Paesi sviluppati sia quelli emergenti.
Quanto è valido il Vanguard FTSE All-World?
Gli ETF sull'indice FTSE All-World si prestano benissimo a investire in modo globalmente diversificato. Anche se in Italia MSCI e iShares sono più noti di FTSE e Vanguard, nulla vieta di puntare sul FTSE All-World, l'equivalente del MSCI ACWI. I due indici investono in azioni quasi identiche e presentano di conseguenza rendimenti molto simili. L'indice contiene circa 4.200 titoli diversi.
Qual è l'ETF più diversificato?
Diversamente da quanto si potrebbe pensare, non è il celebre MSCI World l'indice più ampiamente diversificato sul mercato azionario. Il motivo è che l'MSCI World contiene solo azioni di Paesi sviluppati come gli Stati Uniti o l'Italia.
Chi preferisce la massima diversificazione possibile sceglie indici globali che comprendono Paesi sviluppati ed emergenti, come l'MSCI ACWI o il FTSE All-World. In questo modo si copre circa l'85-90 % della capitalizzazione di mercato.
Chi vuole spingersi oltre, accanto alle large cap e mid cap già incluse, può aggiungere anche le small cap, presenti nel MSCI ACWI IMI. L'equivalente di casa Vanguard si chiama FTSE All Cap.