Esiste il momento giusto per investire? Con 50 anni di dati: anche chi azzecca ogni minimo guadagna poco più di un PAC, e chi aspetta finisce con metà del capitale.
Livello: Per tutti
Tempo di lettura: 8 minuti
Almeno una volta l'abbiamo pensato tutti. Guardi il mercato che sale, magari da mesi, e ti dici: no, adesso no, è troppo alto, meglio aspettare. Aspetto che scenda un po' e appena arriva il calo entro sul minimo. E detta così sembra perfino una mossa furba...
Prendiamo allora questa idea e mettiamola alla prova, con oltre 50 anni di storia dei mercati e tre persone che partono nello stesso identico modo. Il risultato ribalta un po' quello che ci aspetteremmo: chi passa la vita ad aspettare il momento giusto finisce quasi sempre molto peggio di chi non ci pensa proprio. E vale anche contro chi il momento giusto lo azzecca davvero, ogni singola volta.
Tre investitori, stesso stipendio, 100 euro al mese
Per questo confronto abbiamo preso l'indice azionario mondiale, l'All-World, in euro, con oltre 50 anni di storia alle spalle, e ci abbiamo fatto vivere dentro alcuni investitori immaginari. Persone comuni, stesso stipendio, 100 euro da parte ogni mese.
L'indice mondiale non è per forza l'allocazione perfetta che tutti devono replicare con degli ETF: lo usiamo perché, parlando di azionario, rappresenta possiamo dire l'intero mercato. Quale sia il portafoglio adatto ai tuoi obiettivi e al tuo profilo di rischio resta, come sempre, una valutazione personale.
Detto questo, ecco i protagonisti.
Marco è il tipo metodico, quello un po' noioso. Mette 100 euro sul mercato ogni mese, qualunque cosa succeda. Se la borsa è ai massimi compra, se sta crollando compra lo stesso. Non guarda le notizie, non ha un'opinione sul momento giusto, non aspetta niente. È il classico piano di accumulo (PAC).
Giulia è un personaggio diciamo impossibile. Ha una fortuna che nessuno al mondo ha mai avuto: mette da parte 100 euro al mese come Marco, ma non li investe subito. Li tiene da parte, aspetta e compra soltanto quando il mercato tocca il fondo, il minimo esatto, ogni volta, senza sbagliarne uno. In pratica è quello che tutti sogniamo di essere: la persona che azzecca sempre il momento perfetto.
Luca è il più realistico, quello in cui ci riconosciamo un po' tutti. Anche lui vuole il momento perfetto come Giulia, ma la palla di vetro non ce l'ha. Quindi ogni mese, invece di investire i suoi 100 euro, li lascia sul conto, o al massimo su un conto deposito che gli rende un 2 % l'anno, e aspetta. Aspetta di essere sicuro, aspetta il segnale giusto per entrare in borsa. E intanto i mesi passano, i soldi si accumulano lì fermi e quel segnale non arriva mai davvero.
Stessa identica cifra versata da tutti. Vediamo come va a finire.
Round uno: il metodico contro la fenomena
Mettiamo Marco contro Giulia, il noioso contro quella che indovina sempre. Prima di cominciare, due regole.
La prima: il piano di accumulo di Marco lo consideriamo gratuito, zero costi di acquisto, come ormai capita su parecchi broker. La seconda, più importante, riguarda Giulia: tutti i soldi che tiene fermi mentre aspetta il crollo non stanno a prendere polvere, ma li facciamo fruttare al 2 % l'anno, la remunerazione ragionevole di un conto deposito.
Prendiamo 20 anni, dal 2006 a oggi, con dentro la grande crisi del 2008, il crollo del Covid nel 2020 e il tonfo del 2022. Insomma, pane per i denti di chi come Giulia sa comprare sul minimo.
Gli ingressi perfetti di Giulia, sempre sul minimo (2006–2026)
Fonte: ricerca justETF, 20.07.2026. Indice azionario mondiale (All Country World), rendimenti nominali in EUR.
I pallini in basso sono i momenti esatti in cui Giulia entra, sempre esattamente sul minimo. È letteralmente il sogno di chiunque abbia mai detto «aspetto che scenda e poi compro».
Alla fine dei 20 anni, sia Marco che Giulia hanno versato la stessa cifra: 24.000 €. E Giulia vince. Sì, hai capito bene: il fenomeno del timing batte il noioso Marco. Comprare sempre sul minimo funziona, e Giulia chiude a circa 85.000 € contro gli 83.500 € di Marco.
Confronto Giulia e Marco
Fonte: ricerca justETF, 20.07.2026. Indice azionario mondiale (All Country World), rendimenti nominali in EUR. Liquidità remunerata al 2 % annuo.
Ma guarda bene di quanto ha vinto. Circa 1.600 €, su 20 anni, sopra un capitale di oltre 80.000 €. Stiamo parlando di meno del 2 % in più. E questo è il premio per aver avuto la fortuna più grande del mondo: la capacità di vedere il futuro per 20 anni di fila.
Qualcuno potrebbe pensare che sia un caso fortunato legato a questa specifica finestra temporale. Per escluderlo abbiamo rifatto lo stesso esperimento su tutte le finestre di 20 anni ricavabili da mezzo secolo di storia, e sono 440. In media, il vantaggio del timing perfetto su chi investe e basta è appena del 2 %.
Tieni a mente questo numero, perché tra poco diventa importante: la perfezione assoluta, quella impossibile, ti regala appena il 2 % in più.
Perché la fortuna di Giulia conta così poco
Il motivo sta tutto nel tempo che Giulia passa ad aspettare.
La liquidità di Giulia ferma fuori dal mercato (2006–2026)
Fonte: ricerca justETF, 20.07.2026. Indice azionario mondiale (All Country World), rendimenti nominali in EUR.
Questo grafico rappresenta, per ogni momento, la liquidità che Giulia si tiene da parte mentre aspetta il momento perfetto. In quei 20 anni ha tenuto i suoi soldi fuori dal mercato per quasi il 90 % del tempo. In altre parole: quasi in 9 mesi su 10 quei soldi erano fermi, ad aspettare un ribasso che magari sarebbe arrivato solo dopo anni.
Il mercato, la maggior parte del tempo, non sta crollando affatto. In questi cinquant'anni più di 6 mesi su 10 sono stati mesi di salita. E i crolli davvero profondi, quelli da almeno il 20 o 25 % che fanno gola a chi aspetta, sono roba rara.
Quanto sono rari i grandi crolli (1970–2025)
Discesa dal massimo
Frequenza media
Occasioni in una vita da investitore
Crollo oltre il 20 %
1 volta ogni ~11 anni
4–5
Crollo oltre il 25 %
1 volta ogni ~14 anni
4–5
Fonte: ricerca justETF, 20.07.2026. Discese dal massimo dell'indice azionario mondiale, dati mensili nominali in EUR.
Abbiamo contato tutte le discese dal massimo negli ultimi cinquant'anni. Un crollo del 20 % è arrivato in media una volta ogni 11 anni, e uno oltre il 25 % una volta ogni 14. Tradotto: in tutta una vita da investitore, occasioni così ne vedi quattro o cinque, non di più.
E ricordiamoci che mentre Giulia se ne sta ferma col dito sul grilletto ad aspettare il momento perfetto, il mercato se ne va per la sua strada, verso l'alto, senza di lei.
Marco invece era dentro fin dal primo giorno e si è preso ogni salita per intero, senza saltarne mezza. Ha comprato anche caro, questo sì, però ha comprato sempre. E stare sempre dentro, sul lungo periodo, vale quasi quanto indovinare tutti i minimi del mondo.
E Luca, il realista che ha aspettato?
Ti ricordi Luca, quello che voleva aspettare il momento giusto ma la palla di vetro non ce l'ha. Vediamo com'è andata a lui.
Luca ha passato gli stessi 20 anni a rimandare. I suoi 100 euro al mese finivano ogni volta sul conto deposito, pronti per essere investiti appena fosse arrivato il momento buono. Nel 2008 il mercato crollava e sembrava la fine del mondo, quindi ha aspettato ancora un po' perché magari scendeva più giù. Poi ha ripreso a salire e gli sembrava troppo caro per entrare adesso. Il Covid è stato un caos totale e allora meglio stare fuori, e poi la ripresa è stata così veloce che ormai il treno era passato. E così via, per 20 anni, sempre con una buona ragione per aspettare ancora un attimo. E in borsa non è mai entrato.
Il risultato: i suoi soldi sono rimasti sul conto deposito per l'intero periodo, a prendere quel 2 %. Alla fine Luca, con gli stessi identici 24.000 € versati dagli altri due, si ritrova con meno di 30.000 €. In pratica ha messo da parte i suoi risparmi e poco altro.
Stessi 24.000 € versati, risultati agli antipodi (dopo 20 anni)
Fonte: ricerca justETF, 20.07.2026. Indice azionario mondiale (All Country World), rendimenti nominali in EUR. Liquidità remunerata al 2 % annuo.
Mettiamoli uno accanto all'altro. Marco, che non ci ha pensato un attimo, ha oltre 83.000 €. Luca, che ci ha pensato di continuo, ne ha meno di 30.000. A parità di soldi versati, la differenza è di più di 50.000 €, andati in fumo per la sola colpa di aver aspettato un momento perfetto che, ai suoi occhi, non arrivava mai. E infine Giulia, con oltre 85.000 €.
Anche qui abbiamo controllato tutte e 440 le finestre di 20 anni: Luca perde in tutte, senza una sola eccezione, finendo in media con circa la metà dei soldi di Marco. Nel 100 % dei casi, chi ha aspettato è arrivato con metà del patrimonio.
Chiara, la più sfortunata di tutte
C'è un ultimo personaggio che chiude il cerchio. La chiamiamo Chiara, ed è come Giulia ma rovesciata. Invece di beccare sempre il momento migliore, becca sempre il peggiore. Chiara investe ogni anno, esattamente come dovrebbe, solo che ha la sfortuna più nera del mondo: ogni singolo anno compra nel giorno peggiore in assoluto, quello in cui il mercato è al massimo, il più caro possibile.
Anche sbagliando sempre, Chiara straccià chi è rimasto fuori (dopo 20 anni)
Fonte: ricerca justETF, 20.07.2026. Indice azionario mondiale (All-World), rendimenti nominali in EUR. Liquidità remunerata al 2 % annuo.
Chi per vent'anni compra sempre sul picco, sempre nel momento sbagliato, alla fine si ritrova con circa 78.000 €. Quasi quanto il metodico Marco, che ne ha 83.500. E soprattutto quasi il triplo di Luca, che ne ha meno di 30.000.
Fermiamoci a pensare bene a questo scenario. Chiara è la persona più sfortunata dell'universo, quella che sbaglia il momento ogni singola volta per vent'anni. Ma nonostante questo batte comunque di quasi 50.000 € chi ha aspettato il momento giusto senza mai entrare. Perché Chiara, almeno, nel mercato ci è entrata. Luca no.
La cosa che devi portarti a casa
Mettiamo in fila quello che abbiamo visto, perché il messaggio è più sottile di come sembra e non vogliamo che passi il concetto sbagliato.
Il punto non è che investire ogni mese alla cieca batte il timing perfetto. Sui numeri, l'abbiamo visto con Giulia, il timing perfetto vince. Il punto è un altro, ed è doppio. Da una parte, il timing perfetto non esiste: nessuno è Giulia, ed è già tanto se ci si avvicina. Dall'altra, provare a fare timing nella vita reale significa comportarsi, nella maggior parte dei casi, come Luca, cioè restare fuori ad aspettare.
Magari poi il momento per entrare lo si trova davvero, a differenza di Luca. Ma magari sono passati anni e al primo rialzo si pensa subito di uscire perché il mercato è troppo caro, in attesa del nuovo minimo. Che, come abbiamo visto, potrebbe arrivare dopo anni.
E se hai paura di sbagliare il momento, ricordati di Chiara. Anche entrando sempre nel punto peggiore di ogni anno, ma restando dentro il mercato, è arrivata lontanissima da Luca.
Il momento in cui entri conta pochissimo. Che tu entri, invece, conta tantissimo.
Lorenzo, Country Manager Italia justETF
Round due: e se Giulia fosse quasi perfetta?
C'è ancora una cosa che rende tutto più chiaro. Torniamo a Giulia e togliamole solo un pizzico della sua magia: diciamo che invece di beccare il minimo al mese esatto lo sbaglia di appena 2 mesi. Qualcosa di comunque quasi impossibile da prevedere a priori.
Sbagliare il minimo di un mercato di soli 2 mesi non significa essere scarsi: significa essere comunque fenomenali, avere una precisione che nessun professionista al mondo ha mai avuto in modo costante.
Rifacciamo la gara con questa Giulia quasi perfetta. Il risultato si ribalta: adesso davanti c'è Marco.
Marco contro una Giulia «quasi perfetta» (errore di 2 mesi)
Fonte: ricerca justETF, 20.07.2026. Indice azionario mondiale (All Country World), rendimenti nominali in EUR.
Guardando tutte le finestre di 10 anni della storia, questa Giulia bravissima ma non perfetta viene battuta dal noioso Marco quasi 3 volte su 4. Anche allungando ai 20 e ai 30 anni, Marco resta davanti nella maggioranza dei casi.
L'avvocato del diavolo
Prima di concludere, facciamo l'avvocato del diavolo contro noi stessi, perché ci teniamo a essere precisi.
Su 30 anni, il timing perfetto (impossibile) vince quasi sempre
Fonte: ricerca justETF, 20.07.2026. Indice azionario mondiale (All Country World), rendimenti nominali in EUR.
Se allunghiamo tantissimo l'orizzonte e passiamo dai 20 ai 30 anni, tenendo la Giulia col timing perfetto (quella impossibile), allora lei torna a vincere quasi sempre. Guardando tutti i periodi di 30 anni ricavabili dalla storia, Giulia batte Marco in più di 9 casi su 10. Il motivo è chiaro: su 30 anni ci finiscono dentro diversi crolli importanti, come il decennio nero dei mercati tra il 2000 e il 2010, e chi ha azzeccato quei minimi si porta a casa un bel vantaggio.
Ma stiamo sempre parlando di indovinare il minimo esatto di ogni crollo, per 30 anni di fila: pura fantascienza. E infatti, appena rimettiamo dentro quei 2 mesi di errore umano, il vantaggio svanisce e Marco torna davanti.
C'è poi un'ulteriore distinzione importante. Tutto questo vale per i risparmi che metti via ogni mese, quelli dello stipendio, dove aspettare non ha senso perché non puoi investire soldi che ancora non hai. Diverso è il caso in cui ti ritrovi in mano una bella somma tutta insieme, penso a un'eredità o a una liquidazione. Anche lì, però, dati alla mano, di solito conviene entrare subito piuttosto che spalmare a rate per la paura del crollo, perché la paura di sbagliare il momento, alla fine, costa quasi sempre più del momento sbagliato in sé. Se vuoi approfondire, abbiamo dedicato un intero confronto al tema PAC o PIC.
Come comportarsi, allora?
La risposta è più semplice di quanto sembri: fai come Marco, l'eroe silenzioso di tutta questa storia.
Se non hai già un capitale importante alle spalle e stai iniziando ora a investire, puoi impostare un piano di accumulo automatico, una cifra fissa ogni mese, e da lì in poi non ci pensi più. Niente palla di vetro, niente ansia, niente attesa del momento giusto. E quando arriva il crollo, invece di terrorizzarti come Luca, sei sereno, perché quel mese il tuo versamento automatico sta comprando a saldo, senza che tu debba trovare il coraggio di premere un tasto proprio nel giorno in cui tutti scappano.
Suggerimento justETF: se vuoi vedere nero su bianco come si comporterebbe un piano di accumulo sul tuo portafoglio, oppure tenere sotto controllo versamenti e soglie senza fare i calcoli a mano, con il portfolio tool di justETF puoi simulare e monitorare tutto quanto.
In sintesi
Il timing perfetto, quello vero, ti farebbe guadagnare appena il 2 % in più, ammesso di avere una palla di vetro che nessuno ha. Nella vita reale, invece, provare a fare timing vuol dire fare come Luca, e Luca è finito con metà dei soldi di chi non ci ha pensato un secondo.
La verità è che il momento migliore per investire, quello perfetto, quasi non esiste, e comunque conta molto meno di quanto crediamo. Quello che conta davvero è il tempo che passi dentro il mercato, non l'istante preciso in cui decidi di entrare.
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