Minimizzare il rischio valutario con gli ETF con copertura valutaria

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Vi spieghiamo perché coprirsi contro la volatilità dei mercati valutari può essere un’idea vincente.

Minimizzare il rischio valutario con gli ETF con copertura valutaria Gli ETF con copertura valutaria rappresentano il modo più semplice che un investitore ha per proteggersi dal rischio valutario.
 
Quando si investe in titoli esteri, il rendimento complessivo sarà pari al rendimento del mercato domestico più o meno la performance dell'euro rispetto alla valuta locale. Se il mercato azionario statunitense rende il 5% ma il dollaro scende del 6% sull’euro, l’investitore europeo non coperto subirà una perdita pari all’1%. Questo perché? Perché i titoli quotati in dollaro statunitense ora valgono meno quando vengono convertiti in euro.
 
Se l’euro sale rispetto ad una valuta estera, i titoli quotati in tale valuta perderanno valore. Se l’euro scende, saranno i titoli esteri a salire di valore. Lo stesso principio che vale quando in vacanza si cambiano i soldi al banco dei cambi.
 
La cosa che contraddistingue l’ETF con copertura valutaria è il fatto che è stato progettato per minimizzare l’impatto valutario. Nel nostro precedente esempi, un investitore europeo completamente coperto avrebbe guadagnato il rendimento del mercato locale pari al 5% senza dover considerare il voltafaccia dei mercati valutari. Questo strumento è molto utile per chi non ama la volatilità.
 

Tasso di cambio EUR/USD sin dal 1999

GBP/USD since 2007
Fonte: Fissaggio BCE; EUR/USD 02/01/2007 - 28/02/2017

Nessuno può mai sapere quale sarà l’impatto degli avvenimenti futuri ma gli ETF con copertura valutaria possono agire come un’assicurazione utile contro le variazioni inattese dei tassi di cambio.

 

Ulteriori motivi per scegliere un ETF con copertura valutaria

Potete desiderare di avere titoli azionari globali al fine di diversificare il portafoglio al di fuori dell’Europa ma lo volete fare senza dover far fronte ai rischi legati alle fluttuazioni valutarie.
 
Ciò è vero soprattutto per gli investitori più maturi il cui orizzonte temporale più breve li rende più vulnerabili al rischio.
 
Se non avete tempo di aspettare la ripresa per addentare i rendimenti derivanti da un euro in salita lungo il corso di 5 o 10 anni, l’ETF con copertura valutaria può essere l’alternativa diversa rispetta a concertare più posizioni in titoli europei. Inoltre, la copertura valutaria ha un suo perché anche per gli investitori il cui portafoglio è prevalentemente composto da titoli globali.
 
Gli ETF con copertura valutaria consentono agli investitori di esprimere anche la propria opinione riguardo a specifiche valute. Per esempio, se ci pensate bene Abenomics è stata probabilmente capace di stimolare il mercato azionario giapponese nel 2013, ma ha anche indebolito lo yen, in questo caso sareste passati ad un ETF sul Giappone con copertura in euro. E, come poi è stato, sareste stati dei bravi investitori in quanto l’ETF iShares MSCI Japan EUR Hedged rese il 52% quell’anno rispetto al 22% dello stesso senza copertura.
 

ETF MSCI sul Giappone nel 2013 con copertura valutaria e senza

Currency hedged MSCI Japan

Allo stesso modo, ci sono evidenze che suggeriscono che le valute rifugio sono correlate negativamente con i mercati azionari globali. Se cercate di anticipare i tempi migliori prima dei mercati globali, potreste coprirvi in tali valute (ad esempio, in dollaro statunitense) in modo tale che i rendimenti dei vostri titoli azionari denominati in dollaro statunitense non subiranno le perdite derivanti dall’indebolimento del dollaro.

 

Come opera un ETF con copertura valutaria?

L’approccio diretto è quello di spostare tutto o parte del patrimonio investito nell’ETF senza copertura con un simile ETF con copertura in euro che replica la medesima regione.
 
Per esempio, potete sostituire l’ETF db X-trackers S&P 500 con l’ETF db X-trackers S&P 500 (copertura in euro).
 
Spesso di due ETF presentano i medesimi componenti, nella medesima proporzione, con la differenza che la versione con copertura contiene anche una formula magica per eliminare l'effetto valutario.
 
Con l’eccezione che in realtà non si tratta di magia.
 
Si tratta di una posizione short rispetto alla valuta estere con la quale si trae vantaggio quando la valuta stessa si indebolisce. La maggior parte degli ETF utilizza una copertura nota come contratto forward sulle valute. Il forward è un accordo di scambio di due valute ad un prezzo prefissato ad una data predeterminata che solitamente è il mese o il giorno successivo.
 
Il contratto forward è pari al valore del patrimonio dell’ETF, pertanto se i vostri investimenti in valuta estera perdono di valore rispetto all'euro, tali perdite saranno compensate con il profitto ottenuto grazie a questo contratto.
 
Allo stesso modo, se la valuta estera si apprezza sull’euro, tali profitti saranno compensati con le perdite registrate del contratto. In entrambi i casi, avrete circa il rendimento del mercato domestico.

 

Perché circa?

Perché nessuna copertura è perfetta. Il valore del patrimonio dell’ETF varia seguendo le fluttuazioni del mercato, pertanto si possono verificare incongruenze circa riguardo alla dimensione della copertura nel momento in cui il contratto forward va a scadenza.
 
Se la copertura è stata acquistata per coprire titoli per un valore di € 10 milioni che poi sono cresciuto fino a € 12 milioni, avreste una copertura inferiore al valore di mercato.
 
Il potenziale errore di replica (tracking error) è ovviamente maggiore per la copertura che viene ricalcolata mensilmente rispetto a quella che viene ricalcolata quotidianamente, ma va detto che i contratti giornalieri possono presentare anche maggiori costi.
 
I costi della copertura comprendono lo spread denaro-lettera tra le due valute (pensate alla differenza tra il prezzo d'acquisto e il prezzo di vendita al banco dei cambi), i costi di negoziazione e al costo di mantenimento. Il costo di mantenimento è positivo se il tasso di interesse dell’euro è maggiore rispetto a quello della valuta estere e sarà negativo in caso contrario.
 
Gli spread e i tassi di interesse dei mercati valutari dei paesi emergenti di solito sono più elevati rispetto agli equivalenti dei paesi sviluppati, ciò è il motivo per cui non abbiamo nessun ETF sui mercati emergenti con copertura in euro. Gli ulteriori costi della copertura spesso emergono dal calcolo dell’indice di spesa complessiva medio (TER, Total Expense Ratio).
 
Molti ETF con copertura valutaria sono dello 0,1% più costosi rispetto agli equivalenti senza copertura, ovvero €10 di differenza su un patrimonio di €10.000. A volte la differenza può essere più ampia e occasionalmente ci potrebbero essere casi in cui non vi sia alcun costo extra.

 

Cos'altro dovreste tener presente?

Gli ETF con copertura valutaria sono relativamente nuovi, pertanto di solito non presentano molti dati storici sulla performance. Nel corso del tempo, potete utilizzare il differenziale di replica (tracking difference) tra l’ETF e il rendimento del suo indice al fine di controllare l’efficienza della copertura e quanta parte del vostro rendimento netto sarà mangiata dai costi.
 
Più dati avete e meglio sarà, ma non vale la pena procedere all'acquisto sulla di rendimenti relativi ad un periodo inferiore a tre anni. In quella fase iniziale, gli ETF con copertura valutaria sono ancora piuttosto ridotti, in termini di patrimonio totale gestito. Ciò può essere indice di costi di negoziazione più elevati a causa del più ampio spread denaro-lettera richiesto per effettuare operazioni.
 
Gli ETF piccoli possono essere anche liquidati dal gestore qualora non sia sufficientemente profittevoli. In tal caso non perdereste i vostri risparmi ma potreste incorrere in ulteriori costi derivanti dall’uscita dal mercato e da eventi che fanno scattare la tassazione sul capital gain.
 
Vi è poi meno scelta, pertanto potreste non poter scegliere precisamente l’indice, il paese o il fornitore che desiderate e la pressione della competizione sulla spesa complessiva media (TER) non sarebbe poi così agguerrita.
 
Detto ciò, potete facilmente coprirvi dal rischio valutario per tutte le principali aree dei paesi sviluppati.
 
Gli Stati Uniti, l’Europa e il Giappone sono logicamente ben forniti come potete vedere qui di seguito.
 
Utilizzate la Ricerca ETF per trovare gli ETF con copertura valutaria, basta inserire le parole “EUR Hedged” alla fine del nome dell’ETF o utilizzare il filtro per la copertura valutaria.
 
ETF con copertura valutaria

ETF con copertura valutaria

Gli ETF con copertura valutaria rappresentano il modo più semplice che un investitore ha per proteggersi dal rischio valutario.
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