Cosa troverai in questo articolo:
Rendimenti
azionari con un rischio sensibilmente più basso?
Quello che sembra quasi troppo bello per essere vero è la promessa alla base delle strategie
Low Volatility. In questo articolo scoprirai come funzionano questi ETF e perché possono rappresentare un utile
punto di
stabilità nel tuo portafoglio ETF, soprattutto nelle fasi di mercato più turbolente.
Low Volatility ETF: protezione nelle fasi di mercato difficili
Quando i mercati azionari globali sono
crollati del 20 % nell’aprile 2025, la versione difensiva a bassa volatilità ha perso meno del 10 %.
Questo non è un caso isolato. Da quando gli ETF Low Volatility sono stati introdotti in Europa nel 2012, questo
effetto di protezione si è ripetuto in ogni bear market o correzione importante dei mercati.
Nel nostro esempio, l’ETF Low Volatility ha
ridotto le perdite azionarie del 40-50 % in quattro casi su cinque rispetto al mercato globale.
| Crollo di mercato |
Inizio |
Punto più basso |
MSCI World (IWRD) |
MSCI World Minimum Volatility ETF (MVOL) |
Riduzione delle perdite |
| Dazi di Trump |
19 febbraio 2025 |
8 aprile 2025 |
-20,44 % |
-9,62 % |
52,94 % |
| Guerra in Ucraina |
4 gennaio 2022 |
17 giugno 2022 |
-17,02 % |
-9,03 % |
46,94 % |
| Crisi del coronavirus |
19 febbraio 2020 |
23 marzo 2020 |
-33,83 % |
-29,14 % |
13,86 % |
| Crollo del mercato globale |
2 ottobre 2018 |
24 dicembre 2018 |
-16,21 % |
-9,36 % |
42,26 % |
| Crisi cinese |
15 aprile 2015 |
11 febbraio 2016 |
-22,06 % |
-10,10 % |
54,22 % |
Fonte: Ricerca justETF
Questo “cuscinetto” può fare una grande differenza: può essere decisivo nel determinare se un investitore cede al panico e vende nei momenti peggiori, oppure riesce a restare investito e mantenere con
disciplina la propria strategia di investimento.
Naturalmente,
le performance passate non garantiscono risultati futuri. Tuttavia, una serie di risultati coerenti rappresenta comunque un argomento convincente a favore di questa strategia.
Rendimenti competitivi rispetto agli asset difensivi
Nonostante il loro approccio
difensivo, gli ETF Low Volatility possono offrire rendimenti interessanti.
Nel lungo periodo, il confronto con asset difensivi tradizionali, come gli ETF
monetari o le
obbligazioni governative, è particolarmente interessante:
| Asset class ETF |
Rendimento cumulato |
Rendimento annualizzato |
| MSCI World |
365,91 % |
12,45 % |
| MSCI World Minimum Volatility |
222,56 % |
9,34 % |
| Obbligazioni governative area euro |
19,71 % |
1,38 % |
| ETF monetario |
5,56 % |
0,41 % |
Periodo di confronto: 30.12.2012 – 06.01.2026
Fonte: Ricerca justETF
È normale che, nelle fasi di forte rialzo dei mercati azionari, le strategie difensive rinuncino a una parte dei guadagni. Tuttavia, nel periodo analizzato la strategia
Minimum Volatility ha nettamente superato le altre asset class orientate alla riduzione del rischio.
Cosa sono le azioni a bassa volatilità
Le azioni a bassa volatilità appartengono a società i cui prezzi tendono a fluttuare meno rispetto al mercato azionario complessivo.
Un esempio classico è quello delle
utility. Indipendentemente dalla
situazione economica, le persone continuano ad aver bisogno di:
Anche se gli utili possono diminuire durante una recessione, la domanda di questi servizi rimane
relativamente stabile.
Il rovescio della medaglia
Durante le fasi di espansione economica, i consumatori non iniziano improvvisamente a consumare molta più energia o acqua. Per questo motivo, le aziende a bassa volatilità tendono spesso a
sottoperformare il mercato nei periodi di forte crescita.
Questo comportamento si riflette nei rendimenti di lungo periodo:
- nei mercati rialzisti: performance generalmente inferiori
- nei mercati ribassisti: spesso una sovraperformance relativa
È importante ricordare che, a differenza di asset come oro o obbligazioni governative, gli ETF Low Volatility raramente generano rendimenti positivi durante un crollo di mercato. Rimangono pur sempre investimenti azionari. Ti ricordo che, se vuoi trovare e analizzare tutti gli ETF a bassa volatilità,
qui trovi una guida dettagliata.
Non tutti gli ETF Low Volatility sono uguali
La Low Volatility è un cosiddetto
fattore azionario, spesso classificato tra le strategie
Smart Beta.
Altri fattori come:
puntano principalmente a battere il mercato in termini di rendimento.
La strategia Low Volatility invece ha un obiettivo diverso:
ottenere un miglior rapporto rendimento/rischio rispetto al mercato. In altre parole: ottenere lo stesso rendimento con meno volatilità.
Per farlo, gli ETF replicano generalmente indici costruiti secondo due metodologie principali.
1. Indici Low Volatility
Esempio: S&P 500 Low Volatility
In questo caso le azioni vengono classificate in base alla stabilità dei prezzi negli ultimi 12 mesi. La costruzione dell’indice segue in genere questa logica:
- le azioni meno volatili vengono sovrappesate
- i titoli più volatili vengono sottopesati
2. Indici Minimum Volatility
Esempio: MSCI Minimum Volatility
Questa metodologia è più sofisticata. Oltre alla volatilità storica dei singoli titoli, vengono analizzate anche le
correlazioni tra le azioni.
L’obiettivo è creare un portafoglio complessivo ottimizzato, con la
volatilità più
bassa possibile. Di conseguenza, anche titoli molto volatili possono essere inclusi, se si muovono in modo opposto rispetto al resto del portafoglio e contribuiscono a ridurne il rischio complessivo.
Cosa considerare nella scelta di un ETF Low Volatility
Regole di ribilanciamento
Un ribilanciamento frequente comporta costi maggiori, ma garantisce che l’indice rimanga aggiornato. Le azioni più stabili oggi non saranno necessariamente le più stabili domani.
Concentrazione settoriale
Alcuni indici introducono limiti per evitare una concentrazione eccessiva in settori come:
- utility
- servizi finanziari
Questi limiti migliorano la
diversificazione, ma possono ridurre leggermente l’effetto difensivo.
La metodologia fa davvero la differenza?
Sì, e in alcuni casi la differenza è significativa.
Ad esempio, la versione
Minimum Volatility dell’S&P 500 ha nettamente sovraperformato la variante classica Low Volatility da dopo il crollo dei mercati durante la crisi del Covid nel 2020.
Nel caso degli indici
globali MSCI, la differenza è stata meno marcata, ma anche qui l’approccio Minimum Volatility ha ottenuto risultati migliori.
ETF Minimum Volatility vs Low Volatility su S&P 500
Fonte: ricerca justETF; 10 marzo 2026
Curiosamente, negli indici
MSCI USA le due strategie sono molto più simili e mostrano performance quasi identiche.
ETF Minimum Volatility vs Low Volatility su MSCI USA
Fonte: ricerca justETF; 10 marzo 2026
Perché esistono queste differenze?
La risposta si trova nella
composizione dei portafogli.
Confronto composizione ETF Minimum Volatility vs Low Volatility su S&P 500
Fonte: ricerca justETF; 10 marzo 2026
Ad esempio:
- l’ETF Minimum Volatility sull’S&P 500 ha un peso importante nel settore tecnologico, il grande motore di crescita degli ultimi anni
- l’ETF Low Volatility classico segue invece una logica più difensiva, con maggiore esposizione a utility, beni di consumo di base e servizi finanziari
Fortunatamente, se investi a livello globale spesso non devi nemmeno fare questa scelta: negli ETF globali l’approccio Minimum Volatility è generalmente il principale.
Come inserire gli ETF Low Volatility nel portafoglio
È utile considerare questi ETF come strumenti di riduzione del rischio, non come una sua eliminazione.
Possono essere particolarmente
utili se:
- vuoi rimanere investito nel mercato azionario ma ridurre le oscillazioni
- ti trovi nella fase di protezione del patrimonio
- sei già nella fase di prelievo o pensionamento
La matematica delle perdite
Limitare le perdite è fondamentale perché il recupero richiede
guadagni sempre maggiori.
| Perdita |
Guadagno necessario per tornare in pari |
| 10 % |
11,11 % |
| 20 % |
25 % |
| 30 % |
42,86 % |
| 40 % |
66,67 % |
Più piccola è la perdita, meno rendimento serve per recuperare. Gli ETF Low/Minimum Volatility spesso permettono di ridurre di diversi mesi il tempo necessario per recuperare dopo un crash.
Questo offre due vantaggi:
- un beneficio psicologico per l’investitore
- una protezione dal rischio di sequenza dei rendimenti, particolarmente rilevante all’inizio della pensione
Quanta quota Low Volatility inserire nel portafoglio?
Poiché nessuna strategia offre garanzie assolute, molti investitori utilizzano gli ETF Low Volatility solo per una parte del portafoglio azionario.
Una quota tipica è
circa il 20-40 % del portafoglio azionario.
Un’alternativa può essere rappresentata dagli ETF multifattoriali, che combinano:
- riduzione del rischio
- potenziale di rendimento
Avvicinandosi alla pensione, può essere sensato spostare gradualmente una parte degli ETF azionari globali verso strategie Low Volatility, adattando così il rischio al proprio orizzonte di investimento più breve.