Un portafoglio ETF riesce a resistere ad una crisi? Seguite le sei fasi seguenti per aumentare la resistenza

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In condizioni estreme i mercati possono crollare anche del 60%. Ma non si devono per forza sopportare perdite così grandi se si aumenta la capacità di resistenza del portafoglio ETF. Le sei fasi seguenti mostrano come fare.

Un portafoglio ETF riesce a resistere ad una crisi? Seguite le sei fasi seguenti per aumentare la resistenza Se vi è una cosa in cui tutti gli esperti finanziari sono d’accordo è il fatto che ci sarà prima o poi il crollo di un altro mercato azionario. Il problema è che nessuno sa quando ciò accadrà.

Inoltre, è impossibile predire con certezza la portata della nuova crisi finanziaria. Solo alcuni avevano previsto che l’origine della forte crisi che si è avuta nel 2018 potesse derivare dai sub-prime. Per questo i gestori attivi non riescono a mantenere le promesse del disinvestire in attività rischiose al momento opportuno. La maggior parte di loro sono come i capi militari che pianificano l’ultima guerra.

È vero che i gestori dei fondi sanno dimostrare le loro capacità nel coprire i rischi con strumenti finanziari come i derivati. Tuttavia, il costo di queste strategie abbatte notevolmente gran parte dei rendimenti dell’investitore. Inoltre non vi è garanzia che questa ulteriore strategia sia effettivamente efficace. La maggior parte dei gestori di fondi non è stata in grado di registrare una performance pari a quella dell’S&P 500 post crisi 2008, al netto delle commissioni. Le loro strategie riusciranno a provare che sono state utili durante la prossima crisi? Il punto del “fenomeno Black Swan”, descritto dallo studioso delle crisi Nassim Taleb, è che va oltre i limiti dei modelli di gestione dei rischi contemporanei. Un Black Swan è un’incognita sconosciuta per definizione.

Pertanto, è fondamentale per un investitore pianificare appropriate strategie in vista delle prossime crisi senza basarsi esclusivamente su quelle precedenti. Pertanto, si deve avere un piano che resista alla maggior parte delle dimensioni di rischio senza dover per forza essere estremamente costoso o eccessivamente nevrotico. La soluzione a tutto ciò è tanto semplice e saggia quanto economica.

 

Una strategia di portafoglio ETF robusta

Una strategia di investimento robusta accetta il rischio come una parte della vita e lo tiene in considerazione quando si costruisce un portafoglio, proprio come si fa quando si costruiscono edifici “flessibili” che resistono alle scosse dei terremoti. Allo stesso modo, gli investitori in ETF possono resistere ad una crisi seguendo le seguenti sei fasi:
 
  • Quanto a lungo si può tenere un investimento?
  • Quali sono le fonti di rendimento?
  • Il portafoglio ETF è ben diversificato?
  • Il portafoglio ETF ha una componente difensiva?
  • Quanto costa il portafoglio?
  • Quanto è resistente il portafoglio costruito?

  

Quanto a lungo si può tenere un investimento?

La regola d’oro è evitare di vendere in perdita. Se si tengono gli investimenti durante una crisi, le perdite saranno solo a livello cartaceo, non si realizzerà una perdita finché non si effettuerà la vendita. Pertanto, più è lungo l’orizzonte temporale, più è elevata la capacità di superare le turbolenze e di ripristinare il valore del portafoglio.
 
Nel lungo periodo la performance dell’azionario si allinea alla crescita economica dei mercati in cui si investe. Questo è il motivo per cui conviene investire a lungo termine. Inevitabilmente il mercato torna ad essere nervoso e i prezzi rimbalzano come la crescita continua.

Potete riuscire a gestire orizzonti temporali più brevi allocando una maggiore quantità di attività difensive. In questo modo avrete opzioni che resistono meglio durante le crisi a cui potete far riferimento mentre aspettate che le attività growth più rischiose recuperino di valore. Si veda la fase 4 qui sotto.

 

Quali sono le fonti di rendimento?

I titoli azionari sono la fonte più potente di rendimento disponibile per gli investitori. Ovviamente, gli ETF azionari dipendono dalla performance fondamentale dei titoli azionari delle società sottostanti che il fondo sta replicando. Tuttavia, le quotazioni dei titoli azionari sono molto spesso influenzate dalle aspettative di mercato sulle prospettive future, che siano relative alla società, al settore o all’economia da cui dipendono. Queste aspettative possono non basarsi sui fondamentali ed è per questo che i mercati presentano periodi di forte crescita e periodi in cui collassano. Nel lungo periodo, il valore dei titoli azionari ritorna sui fondamentali, e si potrà trarre maggiore profitto se si acquista di più durante i crolli dei mercati e si vende durante i periodi di forte crescita. Questa è l’essenza del concetto “acquista a basso e vendi ad alto” - un comportamento che è più facile adottare se si effettua il ribilanciamento e se si adottano tecniche ponderate per i costi.
 
Gli elevati rendimenti dei titoli azionari alimentano anche l’effetto degli interessi composti che fa crescere a dismisura il vostro patrimonio nel lungo periodo. Parte della bellezza dell’uso degli ETF a basso costo è data dal fatto che l'effetto degli interessi composti si amplia in quanto riuscite ogni anno a mantenere una maggiore fetta dei rendimenti dei vostri investimenti.
 
Consiglio di John Bogle: Mantenere almeno il 50% del portafoglio nell'azionario, il resto nelle attività a basso rischio come titoli di stato di alta qualità per bilanciare la volatilità. Mantenere le cose semplici, ignorare i rumori e negoziare il meno possibile.

 

Il portafoglio ETF è ben diversificato?

La diversificazione è nota per essere l’unica cosa gratuita che si ha quando si investe. Più la diversificazione è ampia, meno si sarà vulnerabili ad eventuali performance inferiori alle attese di qualche società o classe di attività. É meglio diversificare tra classi di attività e all’interno delle singole classi di attività stesse. Gli ETF consentono di far ciò ad un costo e una velocità che nel passato era inimmaginabile.
 
Qualche ETF indicizzato sull'azionario ampio (come l’MSCI All-World) consente di investire su migliaia di società di qualsiasi area della terra, comprese le aree in rapida crescita come i mercati emergenti.
 
I titoli di stato ad alta qualità sono la classe di attività difensiva ideale per controbilanciare i picchi di crescita dell'azionario più rischioso.
 
Altre classi di attività utili comprendono i REIT ETF (buoni per la crescita e tendono ad avere una bassa correlazione con l’azionario) e gli ETC sull’oro (difensivi e non correlati con l’azionario o l’obbligazionario).
 
Un’altra fonte di diversificazione è data dalle materie prime e dalle obbligazioni ad elevato rendimento ma l’ago della bilancia è se offrono o meno benefici sufficienti nel lungo periodo.

 

Il portafoglio ETF ha una componente difensiva?

La fase più critica per rinforzare il portafoglio è creare una forte asset allocation difensiva. Questo tipo di allocation non è primariamente progettata per generare rendimenti. Essa si basa su attività che storicamente hanno resistito molto bene alle crisi rispetto all'azionario. Quando crolla l’azionario, le attività difensive forniscono una fonte di liquidità di cui si necessita per coprire il capitale e possono anche salire di valore, riducendo la volatilità del portafoglio durante le turbolenze dei mercati
 
Attività difensive utili sono:
 
Liquidità: fino a €100.000 è attualmente protetto dal fondo di garanzia FSCS per qualsiasi istituto finanziario autorizzate in cui si deposita il denaro. La liquidità ne fa da padrone durante le crisi in quanto è liquidità pura garantita dallo Stato.
 
I titoli di stato di alta qualità: storicamente queste attività hanno controbilanciato bene i crolli dell’azionario. Le obbligazioni a lunga scadenza hanno performato bene durante la crisi finanziaria del 2008 in quanto gli investitori si sono diretti verso la qualità. Nel grafico qui sotto si può notare come mentre l'azionario è crollato (linea rossa), le obbligazioni sono andate nella direzione opposta al momento giusto.
 
Obbligazioni rispetto a FTSE MIB ETF
Fonte: justETF; Ricerca

Non tutte le obbligazioni si comportano nello stesso modo durante una crisi. Bisogna assicurarsi che le obbligazioni difensive siano detenute nella valuta locale o siano coperte nella valuta locale se si preferisce diversificare in titoli di stato globali.
 
Le obbligazioni ad elevato rendimento sono vulnerabili nei periodi di crisi in quanto hanno rating creditizi più rischiosi e le obbligazioni indicizzate non offrono una buona performance durante i periodi di crisi creditizia a causa della temuta deflazione. Tuttavia, si può pensare che le obbligazioni indicizzate registrino una performance buona durante i periodi di forte inflazione inattesa che possono colpire altre classi di attività.
 
Anche l’ETC sull’oro può far parte dell'allocazione difensiva. L’oro tende ad avere una buona performance quando il mercato teme un crollo sistemico o una svalutazione valutaria, per questo il suo valore è salito molto rapidamente durante e dopo la crisi del 2008. L’oro è una classe di attività altamente volatile e non offre un rendimento, per questo se ne deve tenere in minima quantità.
 
Va ricordato che più è breve l’orizzonte temporale, più attività difensive devono essere presenti in portafoglio in modo da superare una crisi finanziaria senza dover vendere l'azionario.
 
In ultimo, il mix difensivo è qualcosa che già fa parte dell'azione di bilanciamento. Solitamente le attività a basso rischio offrono rendimenti bassi, per questo smorzano la performance quando l'economia cresce e l'azionario vola. Inoltre, varie attività difensive offrono riparo durante diversi tipi di crisi. Per questo bisogna bilanciare il bisogno di crescita con la personale tolleranza del rischio ed comprendere che diversificare significa anche accettare che c’è sempre qualcosa che avrà una performance inferiore alle attese. Investire in tutti i tempi significa che il portafoglio raramente deraglierà ma non sempre sarà pienamente sul binario giusto.

 

Quanto costa il portafoglio?

Più i costi sono bassi, più i rendimenti andranno a finire nelle nostre tasche invece che in quelle del gestore del fondo. È semplice. Si potrà ottenere il massimo con gli ETF in quanto, come dimostrato da analisi indipendenti, i prodotti di investimento costosi in media non offrono una performance superiore alle attese. Una strategia robusta e resistente alle crisi non fa affidamento su smart beta altamente costosi o prodotti che offrono dividendi. Gli ETF plain vanilla a bassa costo lavorano molto bene in questo. Si può inoltre godere dell’intensa competizione settoriale che abbassa i costi degli ETF anno dopo anno.
 
Un nostro consiglio: Utilizzare il pianificatore strategico e la ricerca ETF di justETF per trovare velocemente i prodotti più economici per la propria strategia di investimento.
 

Quanto è resistente il portafoglio costruito?

E’ importante pianificare il proprio piano di investimento senza effettuare continue modifiche per ottimizzarlo. Meno il piano fa affidamento sul fatto che tutto funzionerà alla perfezione, più sarà resistente durante una crisi. Il punto che coloro che ottimizzano non capiscono è che una buona strategia di investimento ha anche una componente in esubero. L’urgenza con cui coloro che ottimizzano cercano di mettere a punto tutto, li rende fragili quando i mercati si rifiutano ostinatamente di seguire i loro piani. Tutti i profitti incrementali che hanno ottenuto possono essere annullati da un solo declino inatteso.
 
Pertanto, è bene guardare al proprio piano nel suo complesso e non aspettarsi di avere tassi di rendimento troppo elevati. Occorre effettuare uno stress test per ogni componente. Si può aver investito in una seconda proprietà come parte della diversificazione del portafoglio. La proprietà fisica può essere un eccellente elemento complementare delle obbligazioni o dell’oro ma va ricordato che durante le crisi risulta essere piuttosto illiquido.
 
Se i rendimenti fanno leva sulla speranza di utilizzare i rendimenti ottenuti dai mercati azionari per pagare il mutuo, va considerato che ciò può non accadere se le cose non vanno come pianificato. La leva amplifica le perdite, pertanto vale la pena fare attenzione e ripagare il proprio mutuo con la liquidità.
 
E per quanto riguarda la piattaforma di investimento? Quanto si riuscirebbe ad avere se va in amministrazione e ci vorranno sei mesi prima di poter recuperare il proprio patrimonio? Considerate di diversificare anche le piattaforme. Un consulente finanziario può fornire un’utile prospettiva indipendente riguardo a questo aspetto.

 

Rendere il portafoglio ETF a prova della fragilità

Va ricordato che la natura umana ci rende ottimisti sulle personali prospettive future. Inoltre è molto facile dimenticare le lezioni del passato e proiettare l’attuale mercato rialzista nel lontano futuro. Questo angolo cieco cognitivo può causarci problemi quando i mercati finanziari diventano caotici. Coloro che utilizzano il pensiero laterale come Nassim Tale consigliano di smontare la propria natura umana utilizzando strategie a prova di fragilità. Resistenza alla fragilità significa rifiutare l’ottimizzazione e costruire un piano che resista sotto stress. Seguendo le sei fasi sopra descritte si potrà rendere il portafoglio ETF più resistente e robusto.